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Chiesa e Convento di San Francesco al Prato – Church and Convent of San Francesco al Prato

Importante chiesa francescana della città, annessa all’omonimo convento; Pantheon delle famiglie perugine
Important Francescan Church of the city, annexed to the convent bearing the same name; Pantheon of the Families of Perugia


Descrizione

La chiesa di San Francesco al Prato – edificata per volontà dell’Ordine dei Frati Minori tra il 1251 e il 1253 nell’ambito di un complesso architettonico di notevoli dimensioni che, nel Trecento, fu anche sede di uno Studium generale – è stata, nel corso del tempo, arricchita da numerosi e straordinari capolavori d’arte, tra i quali il Crocefisso ligneo (1272) attualmente conservato presso la Galleria Nazionale dell’Umbria, due opere di Raffaello – la Deposizione “Baglioni”, trasportata a Roma (1608) per arricchire la collezione di Scipione Borghese, e l’Incoronazione della Vergine – oltre alla Resurrezione del Perugino, queste ultime requisite dai francesi nel 1797 e restituite al Papa nel 1815.

La chiesa, con il convento adiacente e il vicino oratorio di San Bernardino, costituisce da sempre un polo di grande attrazione, segno dell’influenza esercitata in città dall’insediamento francescano, grazie al quale è divenuta “tempio di tutte le glorie cittadine” (Ettore Ricci, 1927) e vero e proprio pantheon di Perugia, dove le maggiori famiglie patrizie avevano i propri sepolcri. Fortemente danneggiata soprattutto a causa dei dissesti del terreno, la chiesa è stata restaurata nel 1926 e ancora negli anni Sessanta, quando la facciata fu ricostruita dopo la demolizione degli edifici che le erano stati addossati nel XVII secolo. Alla metà degli anni Novanta è stata oggetto di uno specifico intervento di riqualificazione e restauro, destinato a trasformare la struttura in auditorium, ed è stata inserita a tal fine in un “protocollo di intesa” sottoscritto nel 1995 dalla Soprintendenza dell’Umbria e dal Comune di Perugia.

La cappella degli Oddi, ubicata a ridosso del transetto sinistro, è composta da due ambienti voltati; la sala più ampia, denominata cappella del Gonfalone, conserva una pavimentazione in cotto e lastre tombali scolpite a rilievo. Questi suggestivi spazi, a seguito di un’attenta ricostruzione documentaria, hanno oggi recuperato l’antico splendore grazie alla ricostruzione dell’altare della cappella del Gonfalone, sul quale è stato ricollocato il Gonfalone della Madonna della Peste di Benedetto Bonfigli (1464), proveniente dal vicino Oratorio di san Bernardino, e al posizionamento di spoglie e manufatti riconducibili alle sepolture di Bartolo di Sassoferrato, di Braccio Fortebraccio da Montone e degli esponenti della famiglia Corgna. La visita è arricchita infine da un’interessante videoproiezione che ricostruisce la storica presenza all’interno dell’edificio di manufatti e opere d’arte di grande pregio, tra tutti l’Incoronazione della Vergine che fu eseguita da Raffaello tra il 1502 e il 1504 per Leandra Baglioni degli Oddi e che è oggi collocata all’interno della Pinacoteca Vaticana.

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The church of San Francesco al Prato – built by the Ordine dei Frati Minori between 1251 and 1253 inside an architectural complex of huge dimensions that, in the XIV Century, was also site of a Studium generale – has been in time enriched by several and extraordinary art masterpieces, among which the Crocefisso ligneo  (Wooden Cross  – 1272) presently in exhibition at the Galleria Nazionale dell’Umbria, two works by Raffaello – the Deposition known as “Baglioni”, brought in Rome (1608) to enrich the collection of Scipione Borghese, and the Incoronazione della Vergine (The crowning of the Virgin) – beside the Resurrezione (Resurrection) by Perugino, these last confiscated from the French in 1797 and given back to the Pope in 1815.

 

The church, with the contiguous convent and the close oratorio of San Bernardino, has always been a pole of the utmost attraction, sign of the influence of the Franciscan settlement, and has become the “tempio di tutte le glorie cittadine” (temple of all city glories – Ettore Ricci, 1927) and a pantheon of Perugia, where the major patrician families had their tombs. Deeply damaged because of geological instability, the church has been restored in 1926 and later on during the ‘70s of last century, when the façade was rebuilt after the demolition of the buildings that, during the XVII Century, had been built against it. During the second half of the ‘90s it was again strongly restored and requalified, transforming it in an auditorium, and for this reason it was object of a “protocollo di intesa” (memorandum of understanding) signed in 1995 between the Soprintendenza of Umbria and Perugia Municipality.

 

The cappella degli Oddi (Oddi Chapel), close to the left transept, is composed by two vaulted rooms; the biggest one, known as the cappella del Gonfalone (Gonfalone chapel), has still a floor in cotto and tombstones sculptured in relief. This fascinating spaces, after a sharp and accurate documentary reconstruction, are now back to ancient splendour thanks to the reconstruction of the altar of the Gonfalone chapel, over which the original Gonfalone della Madonna della Peste (Gonfalone of the Madonna of the Plague) by Benedetto Bonfigli (1464) has been replaced, coming from the adjacent Oratorio di san Bernardino, and the placement of the remains and manufacts possibly form the burials by Bartolo di Sassoferrato of Braccio Fortebraccio da Montone and of exponents of the Corgna family. The visiti is moreover enriched by an interesting video projection reconstructing the presence inside the church of manufacts and artworks of high prestige, among which the beforementioned Incoronazione della Vergine  commissioned to Raffaello (1502 – 1504) by Leandra Baglioni degli Oddi, today at the Pinacoteca Vaticana.

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Pagina aggiornata il 17/11/2025

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