Cos'è
Una proposta culturale qualificata nel campo dell’arte contemporanea che favorisce la fruizione e la diffusione dei linguaggi artistici contemporanei e dei relativi valori culturali.
TESTIMONI dunque di passaggi epocali e di mutamenti profondi nell’ambito artistico, connessi a cambiamenti di statuto dell’opera d’arte, a cambiamenti delle modalità operative e dei processi. Il cuore dell’operazione dell'Associazione Trebisonda è forse una lucida presa di coscienza e di posizione sul ruolo dell’artista, sulla necessità di non piegarlo a situazioni eterodirette e di non metterlo in vendita per mode passeggere, sulla scelta di serietà, qualità e autenticità del e nel lavoro. Antichi compagni di studio, formatisi alla scuola eccezionale di Nuvolo, maestro indimenticabile, e di Bruno Corà, poi compagno di tante avventure, oppure giunti da altri percorsi, o appartenenti ad altra leva, i testimoni portano con sé la stratificazione di molte vicende delle quali sono stati compartecipi e coautori.
Ma la mostra è tutta in chiave di presente: non un ripercorrere la strada che ne consumava le suole ma una fotografia veritiera della tappa in cui oggi si trovano. Ne emergono in modo evidente motivi di continuità e di coerenza ma anche il radicamento fertile nell’oggi – nelle sue urgenze, nel suo dibattito, non solo nazionale.
Soprattutto, come il percorso espositivo attesta, si estrinseca il mutuo scambio, lo stimolarsi reciproco tra poetiche, che qualifica Trebisonda anche quale vera comunità di artisti – collateralmente si segnala l’esposizione parallela presso la sede dell’associazione, con le opere dell’Archivio. Sorprendente quindi la diversità di esiti, a fronte di una coralità e condivisione, rare oggi nel panorama anche internazionale.
Ne sono esempio alcuni temi di fondo quali il rapporto con lo spazio e il plurilinguismo, elementi connatali alla ricerca degli artisti in mostra; tuttavia svolti con ampie e diversificate opzioni espressive. Dalla sensuosità serica del velluto, intrecciata alla ricerca fotografica, di Benedetta Galli all’indagine sul punto di bilico tra pittura e scultura, e tra luce e ombra, di Danilo Fiorucci, dalla ricerca percettiva e cognitiva, sullo spazio e sul colore, di Sandford&Gosti al rapporto teorico e fisico con la natura – non scevro dal mito - delle opere di Robert Lang, fino al segno grafico che si fa scultura di Francesca Manfredi. La peculiarità delle singole operazioni si ricompone quindi con forza, a fine percorso, in un metaforico concerto.
L’esposizione è documentata da un catalogo con testi dell’Assessore Marco Pierini, della curatrice e di Bruno Corà