Contenuto inserito il: 30-03-2012 Aggiornato al: 26-05-2020

Procedimenti di stato civile per cittadini iscritti AIRE

CITTADINANZA

Il Cittadino Italiano che trasferisce la propria residenza in un Paese straniero, può avere la possibilità di acquisirne la Cittadinanza secondo le modalità dettate dalla normativa di quello stesso Stato.

Nel caso in cui un cittadino Italiano acquisti volontariamente la cittadinanza di un Paese straniero, conserva quella Italiana: la normativa vigente (Legge 91 del 05.02.1992) permette infatti al Cittadino Italiano di possedere più cittadinanze; tuttavia, a seguito della Convenzione di Strasburgo alla quale l’Italia ha aderito assieme ad altri paesi Europei (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi e Svezia) , l’acquisizione volontaria della Cittadinanza di uno degli Stati aderenti, comporta necessariamente per il Connazionale la perdita della Cittadinanza Italiana, venendo quindi meno il principio della “pluripolidia”.

L’originaria rigidità di tale Convenzione è stata mitigata dalla sottoscrizione da parte di: Italia, Francia e Olanda, di un protocollo sulla base del quale non è più prevista la perdita della Cittadinanza originaria al verificarsi di una delle seguenti fattispecie:
- il Cittadino Italiano nato e residente in Francia o in Olanda, non perde la Cittadinanza Italiana nel caso di acquisto di quella Francese o Olandese;
- il Cittadino Italiano, che acquisti la Cittadinanza Francese o Olandese per aver risieduto in uno dei due Paesi anteriormente al compimento del diciottesimo anno di età, per il periodo di tempo richiesto, non perde la Cittadinanza Italiana;
- il Cittadino Italiano che acquista la Cittadinanza Francese o Olandese a seguito di matrimonio con un Cittadino o Cittadina di uno dei due Stati, non perde la Cittadinanza Italiana.

L’Art.11 della Legge 91/92 contempla inoltre la possibilità per il Connazionale che risiede stabilmente in un Paese Straniero ed è in possesso della Cittadinanza di quello Stato, di inoltrare rinuncia alla Cittadinanza Italiana attraverso una specifica dichiarazione da rendere innanzi alla competente autorità diplomatico-consolare Italiana all’Estero di prima categoria.

La Legge  91/92 contempla inoltre alcune situazioni specifiche di perdita automatica della Cittadinanza Italiana:
- perde la Cittadinanza Italiana l’adottato, la cui adozione gli venga revocata per sua colpa;
- perde la Cittadinanza Italiana il Cittadino che accetti un impiego o una carica pubblica da uno Stato o da un ente pubblico estero o da un ente nternazionale in cui l’Italia non sia membro e non ottemperi nel termine fissato all’intimazione rivoltagli dall’Italia di abbandonare il predetto Stato.
- perde la Cittadinanza Italiana chi, durante lo stato di guerra contro un altro Stato abbia accettato o mantenuto un impiego o carica pubblica oppure vi abbia svolto il servizio militare senza esservi obbligato, o ne abbia acquistato volontariamente la Cittadinanza.

I Cittadini che abbiano perso la Cittadinanza Italiana a seguito di acquisto della Cittadinanza di uno degli Stati aderenti alla Convenzione di Strasburgo o di un qualsiasi Stato Straniero prima dell’entrata in vigore della Legge 91/92, possono riacquistare la Cittadinanza Italiana rientrando in Italia fissando la residenza in un Comune Italiano.

Vista la complessità della materia trattata e la continua evoluzione della normativa che la regola, tali notizie sono da considerare puramente informative, l’Ufficio di Stato Civile del Comune di Perugia è a disposizione dei Sigg. Connazionali per rispondere a tutti i quesiti che riterranno opportuno rivolgere.

MATRIMONIO ALL'ESTERO

Il Cittadino Italiano che intenda contrarre matrimonio all’estero deve innanzi tutto richiedere le pubblicazioni di matrimonio, rivolgendosi:
- al Comune di residenza anagrafica nel caso sia residente in Italia
- al Consolato Italiano territorialmente competente, se residente all’Estero e quindi regolarmente iscritto AIRE.
Concluse le pubblicazioni è possibile contrarre matrimonio dinanzi all’autorità Straniera o presso il consolato Italiano.

Nel caso il matrimonio sia celebrato innanzi ad una autorità Straniera è necessario che una copia di tale atto venga fatta pervenire al Consolato affinché venga trasmessa al Comune Italiano di iscrizione AIRE per la opportuna trascrizione nei registri dello Stato Civile.  E’ di estrema importanza controllare accuratamente l’atto di matrimonio per assicurarsi che tutti i dati riportati siano esatti, eventuali errori vanno eliminati in modo tale che l’atto sarà trascritto nella forma corretta.


NASCITA DEI FIGLI

I figli nati all’Estero da entrambi o almeno un  genitore Italiano, anche se in possesso di altra cittadinanza, sono comunque Cittadini Italiani jure sanguinis. La loro nascita deve essere pertanto registrata in Italia e gli stessi devono essere iscritti nell’AIRE del Comune di iscrizione dei genitori stessi.
I genitori dovranno pertanto recarsi presso il Consolato Italiano competente per territorio e richiedere la trascrizione dell’atto di nascita dei propri figli nel Comune di iscrizione AIRE o di residenza in Italia.

Per effettuare la comunicazione di nascita è necessario presentarsi all’Ufficio Consolare con i seguenti documenti:
- atto di nascita rilasciato dal competente Ufficio di Stato Civile estero dove è avvenuto l’evento, debitamente accompagnato dalla traduzione in Italiano, tale traduzione deve essere certificata dall’autorità diplomatica-consolare o da un traduttore ufficiale che ne attesti la conformità al documento originale.
- documentazione comprovante la Cittadinanza Italiana di almeno uno dei genitori (carta di identità Italiana, passaporto Italiano o certificato di Cittadinanza Italiana).

Il Consolato dopo aver legalizzato, se ricorre il caso, la firma dell’autorità straniera che ha rilasciato l’atto di nascita, lo trasmette al Comune Italiano per la trascrizione nei registri dello Stato Civile e la conseguente iscrizione AIRE.

Trascritto l’atto di nascita, l’Ufficiale dello Stato Civile Italiano provvede a correggere, mediante annotazione, il cognome del minore, nel caso che lo stesso sia stato attribuito in modo non conforme all’ordinamento Italiano dandone comunicazione agli interessati.
Qualora gli interessati vogliano ripristinare il cognome originario, ovvero mantenere il cognome attribuito al figlio nel Paese di nascita anche se non conforme a quello previsto dall’ordinamento Italiano, “in applicazione del 3° comma dell’Art. 98 DPR 3.11.2000 n°396, avverso la correzione, il Procuratore della Repubblica o chiunque ne abbia interesse propone entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso opposizione mediante ricorso al Tribunale che decide emettendo decreto motivato con efficacia immediata”.

Vista la complessità della materia trattata, e la continua evoluzione normativa, tali notizie devono essere intese solo a titolo di informativa: l’Ufficio di Stato Civile del Comune di Perugia è a disposizione per rispondere a tutti i quesiti che i Connazionali riterranno opportuno rivolgere.