Spettacoli incantevoli Ascoltando il silenzio Toccare con mano Profumo di bosco e di fiume Il gusto della tradizione
 
 Profumo di bosco e di fiume

Il bosco è da sempre il simbolo della nostra dimensione più intima e profonda, in cui entrare in contatto con la nostra vera essenza; ed è proprio questo che avviene quando ci addentriamo tra gli alti alberi che poco lasciano entrare la luce del sole ed in qualche modo ci isolano e ci proteggono, mentre il profumo inconfondibile di terra umida, di muschio, di funghi, di arbusti odorosi, ci inebria e ci distende, facendoci sentire in pace con l'universo.
Le strade che ci portano attraverso i luoghi di questo itinerario si snodano tra i boschi del Monte Tezio, ricchi di querce, conifere e meravigliosi castagni, che rendono il percorso, con qualunque mezzo lo si voglia intraprendere, estremamente distensivo e piacevole. I profumi del bosco ci accompagneranno ad ogni passo fino a quando, ridiscendendo verso la valle, si stempereranno gradatamente, mescolandosi a quelli ugualmente intensi ed unici delle pianure, della vegetazione, delle sabbie e delle acque del “Padre Tevere”.

 
     
 
San Lorenzo della Rabatta
 
     

Da Cenerente, a circa 6 km a nord ovest di Perugia, si gira a destra in Strada Forcella seguendo le indicazioni per Migiana del Tezio. Dopo circa 3 km troveremo un bivio: a destra si sale a San Lorenzo della Rabatta, a sinistra si va verso Migiana e San Lorenzo di Montenero.
Una strada costeggiata da un piccolo bosco ci porta a questo bellissimo e suggestivo borgo, posto sulla sommità di un colle, che è oggi un agriturismo, mentre la chiesa, che già si scorge salendo, è chiusa da alcuni anni.
San Lorenzo della Rabatta è costituito da un complesso piuttosto articolato, di grande valore architettonico e ambientale.
II fronte della chiesa presenta una forma a capanna ed è realizzato in pietra con tonalità grigio-rosa.
Nella lunetta è dipinta la graticola simbolo della morte di San Lorenzo.
La chiesa, già esistente nel XII secolo e ampliata nei primi anni del Novecento, aveva particolare importanza perché retta da un priore e ambita dai Canonici della cattedrale di Perugia; aveva alle sue dipendenze ben 10 chiese.
I caseggiati sono conformati ad H, addossati al fianco destro della chiesa e alla zona absidale e circoscrivono un cortile interno.

 
     
 
Migiana di Monte Tezio
 
     

Tornati al bivio precedente, si procede in direzione Migiana-San Lorenzo di Montenero, seguendo la direzione per Migiana anche al bivio successivo.
Anche la strada che sale verso Migiana di Monte Tezio attraversa un bellissimo bosco ed è piacevole percorrerla in auto, ma anche a piedi, per poter meglio osservare la ricca vegetazione boschiva e lasciarsi ammaliare dai caratteristici profumi delle sue piante e della sua terra.
Dopo circa 3 km la strada si apre e possiamo vedere, adagiato alle falde del Tezio, il borgo di Migiana.
Il nome Migiana sembra derivare dalla sua posizione mediana rispetto al monte.
L'insediamento, che faceva parte del contado perugino, fu costituito intorno al XII secolo, lungo la strada che conduceva verso il castello di San Giuliano, Pieve San Quirico e la Valle del Tevere.
Il nucleo principale, costituito dalla chiesa di San Pietro e dalla canonica, è stato recentemente ampliato ed oggi ospita una casa di accoglienza sanitaria. Il semidiruto Castello di Procoio o Procopio domina l'abitato.

 
     
 
Castello di Procoio o Procopio
 
     

  Itinerario a piedi
Tornando indietro appena fuori dal borgo di Migiana, una strada a destra si inoltra nel bosco e, dopo una camminata di circa venti minuti, tra i profumi delle ginestre nella bella stagione, ci conduce all'imponente castello, situato a 580 metri di altitudine.
Il suo aspetto diroccato, soprattutto nelle giornate nuvolose e ventilate, fa sì che si circondi di un alone di mistero che si percepisce mano a mano che ci si avvicina.
Nonostante le innumerevoli scorrerie perpetrate nel tempo, si presenta piuttosto solido e compatto e sembra quasi voler sfidare il trascorrere dei secoli.
Similmente ad altri castelli nacque come villaggio rurale aperto, tra 1455 e il 1480 venne fortificato con spesse mura e torri di fiancheggiamento allo scopo di difendere i raccolti, gli armenti e gli abitanti della zona.
Il castello non è visitabile per motivi di sicurezza.
 
     
 
Castel San Giuliano
 
     

  Itinerario a piedi

Si può parcheggiare nei pressi della chiesa di Migiana di Monte Tezio, quindi si percorre un breve tratto della strada bianca che da Migiana conduce ad Antognolla e superato un piccolo cimitero, dopo circa 400 metri si devia a destra e si oltrepassa un cancello. Dopo 200 metri ed una curva, la strada inizia a scendere. Si prosegue diritto e dopo altri 400 metri circa si raggiunge il vocabolo La Casella, costituito da una piccola casa colonica con stalla e rimessa.
La strada scende ancora fino a giungere ad un rettilineo pianeggiante dal quale, sulla destra, si scorgono il Monte Civitella, la chiesa di San Lorenzo di Montenero ed alle sue spalle, più lontano, i resti del Castello di Montenero, in cima alla roccia denominata Picco delle Aquile.
Dopo circa 300 metri troviamo i fabbricati rurali del podere San Pietro.
Da qui la strada sale leggermente e, dopo alcune centinaia di metri, rasenta una suggestiva incisione erosiva a calanchi, si inoltra poi nella profumata macchia mediterranea e dopo una breve salita si giunge alla fatiscente casa colonica “Saltafuso”, a fianco della quale, un'altra breve salita conduce alla chiesetta di Sant' Andrea. Dopo pochi passi appare ormai prossimo il lato ovest del castello di San Giuliano.

Anche se in stato di completo abbandono, il castello è incredibilmente suggestivo, circondato e seminascosto da una vegetazione folta e varia che in primavera ed in estate ci delizia con i suoi profumi. Il lato occidentale del castello è costituito da un alto muro di pietra calcarea in parte ricoperto dalle piante. Il normale accesso al fortilizio è ormai impossibile, sia a causa dei rovi che dei crolli avvenuti nel corso degli anni.
Gli elementi architettonici più significativi sono le due porte d'accesso: una, a nord-est, definita da un arco a sesto leggermente acuto, porta ad un androne in cui si trova una grossa macina da mulino. Dell'altra porta, rivolta a levante, restano invece poche tracce.
Il castello non è visitabile per motivi di sicurezza.

 
     
 
San Lorenzo di Montenero
 
     

Da Migiana si torna indietro fino al bivio, dove si gira a sinistra in direzione di San Lorenzo di Montenero.
È ancora il bosco, con i suoi alti alberi, le sue ombre, i suoi profumi, ad incorniciare questo percorso, lungo il quale, sulla destra, dopo circa 1,5 km, troveremo la chiesa di San Lorenzo di Montenero.
Questa graziosa chiesa è alquanto antica, infatti se ne hanno notizie già nel XII secolo, sebbene l’aspetto attuale si deve alla ricostruzione avvenuta dopo il 1681. Fino a pochi anni fa era in stato di abbandono e degrado, poi è stata acquistata da privati che, ogni anno, il 10 agosto, giorno di San Lorenzo, la aprono al pubblico ed, in onore del Santo, oltre alla funzione religiosa, organizzano una festa per gli abitanti della zona e per chi desideri parteciparvi.
Chi poi decidesse di passare e soffermarsi in questi luoghi dopo il tramonto, proprio la notte di San Lorenzo, sarà di sicuro in un'ottima posizione per osservare le stelle cadenti ed esprimere un desiderio al loro avvistamento.

 
     
 
Pieve San Quirico
 
     

Da San Lorenzo di Montenero si continua a scendere per circa 5 km e si giunge a Ponte Pattoli, lungo la valle del Tevere, dove i profumi del bosco si mescolano e si dissolvono in quelli del fiume. Da Ponte Pattoli si prosegue a sinistra sulla strada Ponte Pattoli-Resina che porta alla Tiberina Nord in direzione Umbertide.
Dopo circa 5 km, troveremo, sulla sinistra, il bivio per Pieve San Quirico, dove si giunge dopo un altro chilometro di strada.
Poco prima di arrivare a Pieve San Quirico troviamo Bagnara, dimora e fortezza rinascimentale, sorta su una struttura preesistente del XIII secolo, che faceva parte del sistema difensivo della valle del Tevere.
Ristrutturata e modificata sia nel XVI che nel XIX secolo, è circondata da un parco e giardino all'italiana e rappresenta un elemento di interesse e pregio sotto l'aspetto storico-architettonico.
Bagnara si trova al centro di una vasta tenuta all'interno della quale vive una grande quantità di animali selvatici, quali volpi, fagiani, istrici e lepri.
Dopo Bagnara una strada sulla sinistra ci conduce a Pieve San Quirico che si trova alle falde di una collina, poco distante da Monte Tezio e Monte Giuliano, ed in prossimità del Tevere, che scorre a un chilometro di distanza.
Per la visita occorre l'autorizzazione della famiglia Tremi residente a Bagnara.
Il castello della pieve, sorto a difesa della chiesa di San Quirico, è una costruzione risalente al 1100-1200 ed è situato in posizione incantevole, con un bosco sottostante di querce secolari.
La rocca viene nominata negli statuti di Perugia del 1279 e del 1342. L'intero complesso nel 1901 divenne proprietà della nobile famiglia Giunta Tremi, discendente dalla famiglia dell'imperatore Napoleone Bonaparte I.
La chiesa, antichissima, dedicata a San Quirico, è nominata nel diploma di Federico I Barbarossa del 1163, ovvero il documento con cui l'imperatore ricevette, sotto la sua protezione, la cattedrale di Perugia e tutte le chiese ad essa soggette, assegnando al vescovo duas partes Plebis sancti Quirici, cioè due parti delle entrate della Pieve di San Quirico.

 
     
 
Sant'Angelo di Chieli
 
     

Riprendendo la strada Tiberina Nord in direzione Umbertide, dopo circa 6 km si gira a destra verso Sant'Angelo di Chieli.
Lungo la strada Tiberina, si incontra una bellissima edicola, con l'immagine di Santa Lucia, venerata in tutto il contado da tempo immemorabile. Da quest'edicola, una bella strada sale fino alla chiesa di Chieli, dedicata a San Michele Arcangelo. Sulla sinistra si trova la cappella seicentesca chiamata Loretuccio, in quanto nel 1638, il monaco cassinese Giustino di San Pietro di Perugia, accogliendo le preghiere dei suoi genitori, utilizzando le loro ricchezze e un vecchio fondamento gettato da tempo e donato dall'illustre famiglia Danzetta, fece erigere un tempio le cui strutture imitassero quelle del santuario di Loreto nelle Marche.
La cappella ha la volta a botte in mattoni, mura spessissime ed è ben conservata. Vi è custodita una pregevole urna, contenente il simulacro di Santa Filomena che si trovava, agli inizi del '900, nella chiesa di Prezzonchio a Ponte Pattoli, sempre dei monaci cassinesi; quando il parroco venne trasferito da Prezzonchio a Chieli portò con sé anche la sacra immagine.

I tesori del bosco

I boschi del territorio perugino sono ricchi di funghi commestibili di tantissime varietà, che ovviamente vanno raccolti solo da mani esperte e secondo regole precise, nel rispetto sia della natura che della salute di chi li mangia. Ed il sapore e il profumo del bosco giungeranno, con tutta la loro intensità, fino alla nostra tavola. Un altro profumo intenso e gustoso è sicuramente quello del tartufo, il prezioso tubero e del quale esistono qualità più o meno rare e costose. Si raccolgono, a seconda del tipo, dall'autunno all'inizio della primavera, ad eccezione del cosiddetto tartufo d'estate o scorzone. Un piatto di pasta, un crostino e persino alcuni piatti di verdure, conditi con il tartufo possono diventare davvero sublimi.
I boschi intorno a Perugia sono ricchi di folti castagneti che in autunno ci regalano frutti gustosi con i quali realizzare piatti e dolci prelibati, ma nulla eguaglia il profumo magico ed invitante delle castagne arrosto tra le nebbie autunnali.
Dal bosco arrivano anche gli asparagi selvatici e nei mesi di aprile e maggio si organizzano delle vere e proprie spedizioni per la raccolta di questi germogli gustosi e dal profumo inconfondibile.
Sono un ottimo condimento per pastasciutte, risotti, crostini e frittate, e sono anche preziosi per la nostra salute per le loro virtù depurative.

 
     
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